La progettazione rigenerativa può dare supporto scientifico alla psicologia dell’abitare
Articolo a cura di Rita Berto, Psicologa ambientale, dottore di ricerca in Percezione e Psicofisica.
La cosiddetta “psicologia dell’abitare” è un settore recente e quanto è stato scritto finora deriva da considerazioni su situazioni “estreme” non verificate. La nostra conoscenza dell’argomento è essenzialmente empirica (deriva principalmente dall’insoddisfazione delle persone per la disposizione spaziale della propria abitazione, dal desiderio di privacy personale, di tranquillità, di piacevolezza estetica, di efficienza, ecc.) piuttosto che scientifica.
Al di là dei limiti oggettivi di fare ricerca all’interno delle abitazioni, assumere di poter isolare le caratteristiche fisiche dell’abitazione che possono avere un effetto sulle risposte psicologiche, emotive e comportamentali di un individuo, implica che tali caratteristiche possano essere studiate in maniera separata dalle abitudini degli occupanti.

Nonostante ciò, si può ipotizzare che il “benessere abitativo” sia un obiettivo desiderato da tutti e che possa essere raggiunto attraverso condizioni fisiche dell’abitazione che favoriscono quella che la scienza chiama “rigenerazione psicofisiologica”. Architetti, progettisti d’interni, immobiliaristi, venditori di mobili e tessuti e tutti coloro che gravitano attorno al mondo della “casa” possono essere agenti nel promuovere una progettazione rigenerativa che prevenga lo stato di stress psicofisiologico e di affaticamento mentale.
Come insegna la Psicologia Ambientale, le condizioni fisiche dell’abitazione dovrebbero favorire la normale crescita della personalità (tratti, stati, bisogni, interessi, ecc.) e considerare la presenza contemporanea di differenti personalità, in quanto tale lo “spazio domestico” dovrebbe essere sufficientemente flessibile da consentire adattamenti e riadattamenti, piuttosto che essere considerato fine a se stesso.

I pochi suggerimenti che provengono dalla ricerca indicano che le persone desiderano nelle loro case romanticismo, comfort, senso d’insieme, rigenerazione, affinità, spazio per riporre per le cose, stimolazione, intimità, produttività, ovviamente a seconda della stanza. La progettazione rigenerativa può integrare tutte queste caratteristiche in spazi residenziali “sani”, per supportare qualsiasi tipo di personalità ed esigenza.
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