Crediti immagine: IMPACT ACOUSTIC®, ARCHISONIC® Cotton

Materiali sostenibili per l’acustica: 5 soluzioni per progettare ambienti più sani

Quando progettiamo uno spazio, la nostra attenzione si concentra spesso sugli elementi più visibili: la luce, i colori, i materiali, la composizione degli arredi. Molto più raramente si considera un elemento altrettanto determinante, ma invisibile: l’acustica dell’ambiente.

Il suono è infatti una componente fondamentale dell’esperienza spaziale. Attraverso l’udito percepiamo la dimensione di un luogo, la sua atmosfera e la qualità delle relazioni che al suo interno si sviluppano. Un ambiente con eccessivo riverbero o con livelli di rumore non controllati può generare stress, affaticamento cognitivo e difficoltà di comunicazione, mentre uno spazio progettato con attenzione alle qualità sonore favorisce concentrazione, benessere e interazione tra le persone.

Questo aspetto è particolarmente rilevante nei luoghi ad alta frequentazione, come ristoranti, hotel, spazi retail o ambienti di lavoro, dove la qualità dell’esperienza sonora contribuisce in modo decisivo alla percezione complessiva dello spazio.
Un ristorante troppo rumoroso può compromettere l’esperienza conviviale dei clienti; un hotel con una scarsa gestione acustica può ridurre la qualità del riposo; negli ambienti commerciali o negli uffici, una cattiva acustica può influire sulla permanenza, sulla concentrazione e sulla qualità delle relazioni.

Negli ultimi anni la ricerca sui materiali ha aperto nuove possibilità in questo ambito, introducendo soluzioni che uniscono prestazioni acustiche, sostenibilità e qualità estetica. Molti di questi materiali derivano da risorse naturali, da processi di riciclo o da tecnologie biofabbricate, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale della progettazione degli interni.

Di seguito presentiamo cinque materiali sostenibili che stanno trasformando il modo di progettare l’acustica negli spazi contemporanei, offrendo ai progettisti strumenti sempre più efficaci per creare ambienti più silenziosi, confortevoli e responsabili.

 

Micelio: materiali biofabbricati dal mondo dei funghi

Crediti immagine: yankodesign.com; Tanvi Joshi; Jonas Edvard.

Tra le innovazioni più sorprendenti nel campo dei materiali sostenibili troviamo il micelio, la struttura filamentosa che costituisce la parte vegetativa dei funghi.

Negli ultimi anni ricercatori e designer hanno iniziato a utilizzare il micelio per creare pannelli e materiali compositi. Il processo avviene coltivando il micelio su scarti organici agricoli (come paglia o segatura). Durante la crescita, il micelio agisce come una rete naturale che lega le particelle tra loro, formando un materiale compatto e leggero.

Dal punto di vista acustico, la struttura porosa del micelio consente una buona capacità di assorbimento delle onde sonore, contribuendo a ridurre il riverbero negli ambienti.

Oltre alle prestazioni tecniche, il micelio rappresenta una soluzione estremamente interessante per la sostenibilità perché:

  • utilizza scarti organici come materia prima
  • richiede poca energia per la produzione
  • è completamente biodegradabile

Un esempio particolarmente interessante di applicazione del micelio nel design acustico è il lavoro del designer norvegese Jon Edvard, che da anni esplora il potenziale dei biomateriali nella progettazione contemporanea. La sua creazione Myx Sail / Floor, presentata al Mindcraft Project 2023, è un pannello fonoassorbente di circa un metro per lato che combina micelio, fibre di canapa e salice, dimostrando le possibilità strutturali dei materiali compositi bio-based e l’impegno del designer verso pratiche di progettazione responsabile.

Durante il processo di produzione, Edvard lavora direttamente con un materiale vivente: il micelio. All’interno di uno stampo progettato in precedenza, il micelio cresce progressivamente legandosi a una miscela di fibre vegetali. Nel corso di questo processo naturale il materiale prende forma e si consolida, generando un pannello che unisce flessibilità e rigidità strutturale. Il risultato è un elemento acustico leggero e sostenibile che può essere utilizzato anche come divisorio spaziale, dimostrando come la collaborazione con materiali biologici possa aprire nuove prospettive nel design degli interni e nella progettazione responsabile degli ambienti.

 

Cellulosa di cotone: una nuova generazione di pannelli acustici naturali

Crediti immagine: IMPACT ACOUSTIC®, ARCHISONIC® Cotton

Tra i materiali emergenti nel campo dell’acustica sostenibile sta assumendo un ruolo sempre più interessante la cellulosa di cotone, una fibra naturale derivata dagli scarti dell’industria tessile. Durante la lavorazione del cotone, infatti, una parte delle fibre più corte e irregolari non può essere utilizzata nella produzione di tessuti e viene normalmente considerata un sottoprodotto. Attraverso processi di trasformazione e compattazione, queste fibre possono essere recuperate e trasformate in pannelli acustici ad alte prestazioni.

Il processo produttivo prevede la sminuzzatura e la lavorazione delle fibre di cellulosa, che vengono poi pressate e stabilizzate per creare superfici porose. Questa struttura microfibrosa è particolarmente efficace nel catturare e dissipare le onde sonore, riducendo il riverbero negli ambienti e migliorando la qualità acustica degli spazi. A differenza di molti materiali tradizionali, basati su resine sintetiche o derivati petrolchimici, le soluzioni in cellulosa di cotone possono essere realizzate utilizzando componenti naturali e processi a basso impatto ambientale, contribuendo a creare ambienti interni più sani e sostenibili.

I vantaggi della cellulosa di cotone nella progettazione acustica

  • Economia circolare reale
  • Materiali naturali e privi di sostanze nocive
  • Elevate prestazioni di assorbimento acustico.
  • Valorizzazione degli scarti dell’industria tessile

Un esempio significativo di questa tecnologia è ARCHISONIC® Cotton, sviluppato dall’azienda svizzera Impact Acoustic. Questo materiale innovativo utilizza la cellulosa di cotone come componente principale, trasformando un sottoprodotto dell’industria tessile in un pannello acustico performante e sostenibile. Grazie all’assenza di leganti sintetici e sostanze chimiche nocive, i pannelli possono essere completamente reintegrati nel ciclo produttivo, creando un sistema a ciclo chiuso. Ogni elemento è progettato per garantire elevate prestazioni di assorbimento acustico, mantenendo al tempo stesso una logica di economia circolare: alla fine del suo ciclo di vita il materiale può essere recuperato e reimmesso nel processo di produzione, riducendo sprechi e consumo di risorse.

 

Sughero: il materiale naturale per eccellenza

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Crediti immagine: unika vaev; Gabriel Tan. 

Il sughero è uno dei materiali più sostenibili disponibili in architettura e interior design. Viene ricavato dalla corteccia della quercia da sughero, che può essere raccolta senza abbattere l’albero e si rigenera naturalmente nel tempo.

Dal punto di vista acustico, il sughero possiede una struttura cellulare unica, composta da milioni di microcavità d’aria. Questa struttura lo rende particolarmente efficace nel ridurre la propagazione del suono e migliorare il comfort acustico degli ambienti.

Tra le sue caratteristiche principali troviamo:

  • elevata capacità di assorbimento acustico
  • leggerezza e flessibilità
  • durabilità nel tempo
  • resistenza all’umidità

Nel design degli interni il sughero può essere utilizzato in molti modi: pannelli a parete, rivestimenti decorativi, pavimenti o elementi modulari. Oltre alla sua efficacia tecnica, contribuisce a creare atmosfere calde e naturali, rafforzando la connessione sensoriale con i materiali della natura.

Un esempio interessante di applicazione progettuale è Sahara Wall Tile, un sistema di rivestimento acustico disegnato dal designer Gabriel Tan e realizzato utilizzando scarti derivanti dalla produzione dei tappi di sughero per il vino in Portogallo. Il progetto valorizza un materiale di recupero trasformandolo in un elemento architettonico capace di unire estetica e funzionalità. Le forme dei moduli, ispirate alle dune scolpite dal vento nel deserto, permettono di creare diverse configurazioni compositive, da pattern più organici e asimmetrici a schemi geometrici e regolari. Questa particolare geometria, combinata con le proprietà naturali del sughero, consente di diffondere e disperdere le onde sonore nello spazio, evitando riflessioni dirette e contribuendo a una distribuzione del suono più equilibrata e piacevole negli ambienti.

 

PET riciclato: trasformare la plastica in comfort acustico

Crediti immagine: Carnegie, Xorel Artform

Un altro materiale sempre più diffuso nella progettazione contemporanea è il PET riciclato, utilizzato per realizzare pannelli e superfici fonoassorbenti ad alte prestazioni. Questo materiale nasce dal recupero di bottiglie di plastica post-consumo che, attraverso processi di riciclo e compressione, vengono trasformate in feltro tecnico capace di assorbire efficacemente le onde sonore.

Grazie alla sua struttura fibrosa e porosa, il PET riciclato contribuisce a ridurre il riverbero negli ambienti, migliorando la qualità dell’ascolto e il comfort acustico. Inoltre, la sua leggerezza e la facilità di lavorazione permettono di creare elementi progettuali molto diversi tra loro: pannelli a parete, divisori, baffles sospesi, superfici tridimensionali o elementi decorativi integrati nell’architettura dello spazio.

Vantaggi:

  • Riduzione dei rifiuti plastici
  • Prestazioni acustiche elevate
  • Versatilità progettuale
  • Leggerezza e facilità di installazione
  • Design sostenibile e contemporaneo

Un esempio interessante di innovazione in questo ambito è rappresentato da Xorel Artform, una soluzione acustica sviluppata dall’azienda americana Carnegie che combina estetica, performance e sostenibilità. La nuova versione del prodotto utilizza rPET-Core, un substrato acustico realizzato con almeno il 60% di plastica riciclata post-consumo. In questo modo, materiali che altrimenti finirebbero nelle discariche vengono trasformati in una risorsa progettuale capace di migliorare la qualità sonora degli ambienti.

Il sistema permette di realizzare diverse configurazioni — pannelli, piastrelle acustiche, baffles e “clouds” sospesi — offrendo grande libertà compositiva ai progettisti. Allo stesso tempo, dimostra come il design possa trasformare uno scarto in un materiale performante, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e alla creazione di ambienti più silenziosi, salubri e sostenibili.

Questo approccio riflette una tendenza sempre più diffusa nel mondo dei materiali: integrare soluzioni acustiche con una visione più ampia di responsabilità ambientale. L’azienda Carnegie, ad esempio, affianca ai prodotti in PET riciclato anche tessuti biobased realizzati a partire dalla canna da zucchero, dimostrando come innovazione tecnologica e sostenibilità possano procedere insieme nella progettazione degli spazi contemporanei.

 

Progettare il benessere acustico

L’importanza dell’acustica

Le esperienze quotidiane dimostrano quanto l’acustica influenzi la nostra percezione degli spazi. Un ambiente in cui il suono è gestito con attenzione può trasformarsi in un luogo di equilibrio e concentrazione, capace di offrire protezione dal rumore esterno e favorire momenti di calma, riflessione e relazione. Al contrario, uno spazio caratterizzato da una cattiva qualità acustica può risultare faticoso, dispersivo o persino poco accogliente, mostrando quanto il suono – o la sua cattiva gestione – possa incidere profondamente sulla sensazione di benessere e di appartenenza.

L’impatto dell’acustica sulla nostra vita è ampio e spesso sottovalutato. Il modo in cui il suono si diffonde negli ambienti contribuisce a definire l’atmosfera dei luoghi che abitiamo, influenzando le nostre emozioni, la qualità delle interazioni e il nostro rapporto con lo spazio. L’acustica, pur essendo invisibile, è quindi una componente fondamentale dell’esperienza architettonica: quando progettata con consapevolezza può valorizzare gli ambienti, rendendoli più accoglienti, stimolanti e capaci di favorire connessione e benessere.

Al contrario, la mancanza di una progettazione acustica attenta può compromettere la qualità degli spazi, generando ambienti rumorosi o disorientanti che incidono negativamente sulla vita quotidiana. Per questo motivo l’acustica dovrebbe essere considerata parte integrante del progetto, un elemento capace di contribuire alla costruzione di luoghi che sostengano concentrazione, creatività e relazioni.

Progettare l’acustica significa, in fondo, dare forma alla dimensione sonora dei luoghi che abitiamo, creando spazi in cui armonia, comfort e qualità della vita possano realmente emergere.