Perché oggi progettare richiede nuove competenze: Ricerca scientifica, Psicologia Ambientale e Biophilic Design stanno ridefinendo il ruolo del progettista contemporaneo.
Negli ultimi anni il ruolo del progettista si è trasformato profondamente.
Oggi non è più sufficiente progettare edifici efficienti, funzionali o esteticamente coerenti. Gli spazi sono chiamati a rispondere a sfide sempre più complesse: benessere psicofisico, salute, inclusione, sostenibilità, qualità dell’esperienza, nuovi modelli di lavoro e di apprendimento.
Parallelamente, la ricerca scientifica internazionale ha prodotto una quantità crescente di studi che dimostrano come l’ambiente costruito influenzi il comportamento umano, le emozioni, la capacità di concentrazione, il recupero dallo stress e persino la qualità delle relazioni.
Per chi progetta, questo significa una cosa molto semplice oggi: conoscere materiali, tecnologie e composizione non basta più.
È necessario comprendere anche come le persone percepiscono e vivono gli spazi.
Ed è qui che la formazione assume un nuovo significato.

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Dalla progettazione dell’oggetto alla progettazione dell’esperienza
Negli ultimi vent’anni discipline come la Psicologia Ambientale, le neuroscienze, la biologia evoluzionistica e il Biophilic Design hanno prodotto una quantità crescente di evidenze scientifiche che dimostrano come gli spazi influenzino attenzione, recupero dallo stress, relazioni sociali, apprendimento e qualità della vita.
L’esperienza, la sensibilità e la cultura progettuale trovano oggi un importante supporto nelle evidenze scientifiche. Le più recenti ricerche offrono ai progettisti nuovi strumenti per comprendere come l’ambiente costruito influenzi percezioni, comportamenti e benessere, consentendo di orientare le scelte progettuali con maggiore consapevolezza. In questo contesto, la formazione assume un ruolo strategico: non rappresenta soltanto un’opportunità di aggiornamento professionale, ma diventa un vero e proprio strumento di progetto, capace di ampliare i criteri di lettura degli spazi e di tradurre la ricerca in applicazioni concrete.
Il Biophilic Design: da approccio progettuale a disciplina evidence-based
Negli ultimi anni il Biophilic Design è entrato stabilmente nel dibattito internazionale sulla progettazione degli spazi, contribuendo a ridefinire il ruolo della Natura all’interno dell’ambiente costruito.
Parallelamente alla sua diffusione, è cresciuta anche la necessità di superarne un’interpretazione puramente formale. L’integrazione di vegetazione, materiali naturali o richiami biomorfici rappresenta solo una parte di un approccio molto più ampio, fondato sulla comprensione delle relazioni tra essere umano, ambiente e processi percettivi.
Oggi il Biophilic Design dialoga sempre più con la Psicologia Ambientale, la biologia evoluzionistica, le neuroscienze, offrendo ai progettisti strumenti per comprendere come configurazioni spaziali, qualità sensoriali, dinamiche percettive e relazione con i sistemi naturali influenzino il comportamento, la capacità di recupero dallo stress, l’attenzione e il benessere psicofisico.
In questa prospettiva il Biophilic Design evolve da linguaggio progettuale a metodologia interdisciplinare, capace di orientare il processo decisionale attraverso conoscenze validate dalla ricerca scientifica e tradurle in strategie progettuali coerenti con i bisogni delle persone.

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La collaborazione con GREEN LEAF
È proprio da questa visione che nasce la collaborazione scientifica tra MeM e GREEN LEAF – Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature, Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta.
Tra i principali centri italiani dedicati allo studio della relazione tra persone e Natura, GREEN LEAF sviluppa attività di ricerca, formazione e divulgazione sui temi della biofilia, della Psicologia Ambientale e del Biophilic Design, contribuendo allo sviluppo di metodologie evidence-based applicabili alla progettazione degli spazi.
Per MeM questa collaborazione rappresenta un’evoluzione naturale del proprio percorso.
Da anni lavoriamo affinché psicologia ambientale, progettazione biofilica e benessere non rimangano temi teorici, ma diventino strumenti concreti a disposizione di progettisti, aziende ed enti pubblici.
La collaborazione con GREEN LEAF rafforza questo obiettivo, creando un dialogo stabile tra ricerca scientifica e applicazione progettuale, per scoprire di più leggi l’articolo pubblicato sul nostro Journal.
Un corpo docente che unisce ricerca e progetto
Uno degli aspetti che caratterizza il nuovo percorso formativo è la composizione del corpo docente.
Il corso riunisce competenze complementari che coprono l’intero processo di comprensione e applicazione del Biophilic Design:
- Giuseppe Barbiero, biologo e tra i principali studiosi internazionali della biofilia, approfondirà le basi evoluzionistiche della relazione tra essere umano e Natura.
- Rita Berto, psicologa ambientale e ricercatrice, guiderà i partecipanti nella comprensione dei processi percettivi, dello stress ambientale e degli ambienti rigenerativi.
- Bettina Bolten, Biophilic Design Consultant, presenterà struttura, metodi e protocolli del Biophilic Design nei diversi ambiti applicativi.
- Chiara Marchetti, interior designer, docente e Biophilic Designer, accompagnerà i partecipanti nella traduzione delle conoscenze scientifiche in strategie progettuali attraverso workshop e casi studio.
Per conoscere più da vicino il percorso professionale e scientifico dei relatori, puoi approfondire le loro biografie complete nella pagina dedicata.
Questa integrazione tra ricerca, progettazione e applicazione pratica rappresenta uno degli elementi distintivi del percorso.
Dalla ricerca scientifica al progetto
Da questa visione nasce “Progettare secondo Natura – Biophilic Design e Psicologia Ambientale per il progetto contemporaneo”, un percorso avanzato realizzato da MeM in collaborazione con GREEN LEAF – Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature, Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta.
Il corso accompagna architetti, interior designer, psicologi e professionisti della progettazione nell’approfondimento delle più recenti evidenze scientifiche sulla relazione tra persone, Natura e ambiente costruito, fornendo un metodo per tradurre tali conoscenze in strategie progettuali applicabili ai diversi contesti contemporanei. Il percorso si sviluppa attraverso 26 ore di formazione, 13 moduli, il contributo di quattro docenti e un workshop finale dedicato all’applicazione pratica su casi studio e progetti reali.
Oggi progettare significa interpretare la complessità delle relazioni tra persone e spazio. Significa comprendere come flussi, percezioni, comportamenti e bisogni influenzino la qualità dell’esperienza e trasformare queste conoscenze in scelte progettuali consapevoli. È in questo dialogo continuo tra ricerca scientifica e progetto che si costruisce la progettazione contemporanea.

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Se desideri approfondire come la Psicologia Ambientale e il Biophilic Design possano diventare strumenti concreti per la tua attività professionale, scopri “Progettare secondo Natura – Biophilic Design e Psicologia Ambientale per il progetto contemporaneo”.
Il percorso, realizzato da MeM in collaborazione con GREEN LEAF – Groupe de Recherche en Éducation à l’Environnement et à la Nature, Laboratorio di Ecologia Affettiva e Centro di ricerca dell’Università della Valle d’Aosta, è pensato per professionisti che vogliono integrare ricerca scientifica, metodo e applicazione progettuale in un unico approccio.
Le iscrizioni al corso apriranno LUNEDÌ. Da quel momento potrai consultare il programma completo e riservare il tuo posto all’interno di un percorso a numero limitato.
Per l’iscrizione individuale sarà disponibile il pagamento tramite link PayPal dedicato, con possibilità di rateizzazione.