Progettazione rigenerativa e Biophilic Quality Index: misurare il benessere degli spazi
La progettazione rigenerativa e il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) aprono una prospettiva fondamentale per chi progetta spazi destinati alla vita quotidiana, allo studio e al lavoro. La qualità di un ambiente, infatti, può essere letta anche attraverso la sua capacità di sostenere attenzione, percezione, equilibrio psicofisico e relazione con il contesto naturale.
Quando si parla di sostenibilità in architettura, l’attenzione si concentra spesso su materiali, consumi, prestazioni energetiche e processi eco-compatibili. A questa dimensione si affianca una sostenibilità meno visibile e decisiva per l’esperienza delle persone: quella cognitiva.
Un ambiente cognitivamente sostenibile accompagna la percezione, sostiene l’attenzione, favorisce risposte emotive positive e facilita i comportamenti; in altre parole, rende lo spazio più coerente con l’attività che deve accogliere e con i bisogni reali di chi lo vive.
Dalla biofilia alla rigenerazione psicofisiologica
Il punto di partenza della progettazione rigenerativa è la biofilia, cioè l’innata attrazione dell’essere umano verso la Natura e verso ciò che la richiama.
La presenza di forme, colori e pattern ispirati alla natura può stimolare l’attenzione involontaria, permettendo alla mente di rigenerarsi e all’attenzione diretta — quella impiegata nelle attività più complesse e impegnative — di recuperare più facilmente.
Allo stesso tempo, questa esperienza, contribuisce ad attivare la componente parasimpatica del sistema nervoso autonomo, favorendo il ritorno dei parametri fisiologici verso livelli più equilibrati e sostenendo l’emergere di emozioni positive.
Quando uno spazio costruito rispetta il legame biofilo tra Uomo e Natura, può essere percepito come più rigenerativo, più piacevole e più sostenibile dal punto di vista cognitivo.
Che cos’è il Biophilic Quality Index
Il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017), è l’Indicatore di Qualità Biofila frutto della collaborazione tra Rita Berto, Psicologa ambientale, dottore di ricerca in Percezione e Psicofisica, e il professore Giuseppe Barbiero, direttore del Laboratorio di Ecologia Affettiva GREEN LEAF. È uno strumento di valutazione quantitativa pensato per definire in modo oggettivo il valore rigenerativo e biofilo di un ambiente.
Il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) nasce dall’ipotesi della biofilia di E.O. Wilson e S. Kellert e dalle ricerche sugli ambienti rigenerativi, con riferimento alla Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione di Stephen Kaplan e alla Teoria del Recupero dallo Stress di Roger Ulrich.
La sua funzione è valutare quanto un ambiente rispetta il legame tra Uomo e Natura, favorisce processi cognitivi positivi e sostiene la prestazione. Per farlo, osserva aspetti concreti dello spazio:
- il grado di separazione dalle distrazioni “negative”
- il livello di stimolazione ambientale
- la coerenza e la complessità degli ambienti
- la funzionalità
- le opportunità di contatto diretto con la Natura
- la presenza di forme e strutture biomorfe.
Come si applica il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) nel progetto
Il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) può essere utilizzato in due modi complementari. Nel progetto ex novo funziona come linea guida, aiutando il progettista a orientare le scelte fin dalle prime fasi. Negli ambienti già esistenti diventa una checklist di lettura, utile per misurare il valore rigenerativo dello spazio e individuare i possibili margini di miglioramento.
Lo strumento è composto da cinque sezioni e valuta le caratteristiche ambientali attraverso una scala Likert a 10 punti. I punteggi parziali generano un valore finale convertito in percentuale, che restituisce quanto un ambiente sia effettivamente rigenerativo.
In questa prospettiva, il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) offre alla progettazione biofila una base metodologica più solida. Il benessere diventa un parametro osservabile, confrontabile e integrabile nel processo progettuale.
Progetti realizzati con il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017)
I progetti citati mostrano come il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) possa essere applicato a contesti molto diversi tra loro: scuole, residenze, moduli itineranti, uffici, giardini e spazi universitari. Dimostra che la progettazione rigenerativa può entrare in scale e destinazioni d’uso differenti, adattandosi alle esigenze specifiche di ogni ambiente.
La scuola primaria di Gressoney-La-Trinitè
La scuola primaria di Gressoney-La-Trinitè, in Valle d’Aosta, è la prima scuola biofila d’Italia. Il progetto comprende un angolo “rifugio” nell’aula grande e un’aula “rigenerativa”, espressione dell’applicazione del Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) negli ambienti scolastici.
Villa Fontanella a Magliaso
Villa Fontanella a Magliaso, nei pressi di Lugano, è un progetto residenziale realizzato con il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017).
Biosphera 2.0 e Biosphera Equilibrium

Crediti: ROCKWOOL Italia S.p.A.
Il modulo itinerante Biosphera 2.0 e Biosphera Equilibrium applica il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) alla progettazione rigenerativa di spazi compatti e sperimentali.
The Forest, l’hub di Edileco a Milano

Crediti: Edileco Progettazione
The Forest, hub di Edileco a Milano, è il primo ufficio d’Italia certificato con il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) e applica la progettazione rigenerativa agli ambienti di lavoro, che vi mostriamo attraverso l’open space e un dettaglio della sala d’attesa.
Trovi il nostro articolo dedicato qui.
Il Giardino di San Faustino nel quartiere Ortica a Milano

Crediti: Urban File
Il Giardino di San Faustino, nel quartiere Ortica a Milano, è un giardino rigenerativo realizzato in collaborazione con l’Università Statale di Milano, che applica il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) allo spazio aperto e urbano, ampliando la progettazione rigenerativa ai luoghi collettivi e agli spazi verdi della città.
L’aula C3 dell’Università della Valle d’Aosta
L’aula “C3-studio/relax” dell’Università della Valle d’Aosta, realizzata con l’architetta Chiara Marchetti, applica il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) alla progettazione rigenerativa di uno spazio universitario dedicato a studio e pausa.
L’ufficio di Cubico Sustainable Investments Italy S.r.l. a Milano

Crediti: HI LITE Next S.r.l.
L’ufficio di Cubico Sustainable Investments Italy S.r.l. a Milano, realizzato da Progettazione Aurea, applica il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) alla progettazione rigenerativa degli ambienti di lavoro.
Perché il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) è importante per la cultura del progetto
I casi citati restituiscono una mappa concreta delle possibilità applicative del Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017). Scuole, abitazioni, uffici, giardini e moduli sperimentali diventano contesti attraverso cui osservare una stessa domanda progettuale: quanto uno spazio sostiene davvero chi lo vive?
Per MeM, questa domanda è centrale. La progettazione biofila e rigenerativa richiede competenze, sensibilità e strumenti. Il Biophilic Quality Index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) permette di affiancare alla lettura qualitativa dello spazio una valutazione più oggettiva, capace di orientare le scelte progettuali e verificare il valore rigenerativo degli ambienti.
In questa prospettiva, stiamo lavorando ai prossimi corsi MeM. Iscriviti alla lista d’attesa di Biophilic Design per rimanere sempre aggiornato.
Fonte dell’articolo
Articolo elaborato a partire dall’articolo “Progettazione Rigenerativa e Biophilic Quality Index”, di Rita Berto, Ph.D., GREEN LEAF – Groupe de Recherche en Education à l’Environnement et à la Nature, Laboratorio di Ecologia Affettiva, Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste.