Protocollo Bolten & Barbiero (2020, 2023): integrare scienza e progetto nel Biophilic Design

Il Biophilic Design non è una tendenza estetica, ma un approccio scientifico e progettuale che traduce la nostra affinità innata con la Natura in spazi costruiti capaci di generare benessere fisico e psicologico.
Il Protocollo Bolten & Barbiero, elaborato dalla consulente di Biophilic Design Bettina Bolten e dal biologo Giuseppe Barbiero in anni di ricerca e collaborazione multi e interdisciplinare all’interno del Laboratorio di Ecologia Affettiva (GreenLeaf) dell’Università della Valle d’Aosta, nasce proprio con l’obiettivo di colmare il divario tra ricerca accademica e pratica progettuale, fornendo ad architetti ed interior designer una metodologia operativa e scientifica.

Credits: pexels. Andrei Serikov

Biofilia e biofobia: due facce della stessa moneta

Secondo il biologo dell’Università di Harvard E.O. Wilson, la biofilia è “l’innata tendenza a concentrare la nostra attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda e, in alcune circostanze, ad affiliarvisi emotivamente”. È un insieme di emozioni, valori e atteggiamenti che guidano la nostra relazione con la Natura.
Accanto alla biofilia esiste la biofobia, una reazione di avversione o paura legata agli aspetti minacciosi della Natura, come ragni, scorpioni, serpenti, e altri. Tutti e due hanno avuto una funzione evoluzionistica: garantire la nostra sopravvivenza come specie.
Il protocollo propone di progettare ambienti che stimolino la nostra biofilia e riducano gli stimoli biofobi, migliorando così l’equilibrio del sistema nervoso autonomo: meno stress, maggiore concentrazione, resilienza e salute psico-fisica.

Un approccio evoluzionistico

Per il 99,9 % della storia evoluzionistica la nostra specie ha vissuto a stretto contatto con la Natura, dipendendo da essa per la sopravvivenza. I nostri antenati hanno perfezionato un insieme di risposte adattative alla Natura selvatica, volte a riconoscere le qualità di un ambiente in termini di risorse e rifugi. Le risposte adattative agli ambienti naturali si sono codificate nel nostro comportamento e anche nel nostro DNA. Abbiamo sviluppato così in lunghi anni di evoluzione a stretto contatto con la Natura la nostra innata biofilia. Pertanto, la biofilia ha radici antiche.

Il protocollo integra questi principi evolutivi nella progettazione contemporanea, traducendo le preferenze umane legate alla storia evoluzionistica in Natura (luce naturale, viste su paesaggi naturali e sulla vegetazione, materiali e colori naturali, suoni della Natura, forme organiche, curiosità, ecc.) in linee guida concrete per interventi urbanistici, architettonici e di interior design.

Dal quadro teorico all’applicazione

Credits: Pexels-Rahime Gul

Il Protocollo Bolten & Barbiero nasce dagli studi di biologia e psicologia evoluzionistica e integra concetti fondamentali della psicologia ambientale. Si arricchisce inoltre del prezioso contributo di Stephen R. Kellert, ecologo dell’Università di Yale e tra i principali pionieri della progettazione biofila, considerato uno dei padri di questo approccio.

La psicologia evoluzionistica è la branca della biologia evoluzionistica che esplora i processi psicologici universali considerando come essi abbiano contribuito alla sopravvivenza e all’adattamento della specie umana. Si tratta di un approccio basilare per studiare e implementare i principi del Biophilic Design all’interno di una cornice più coerente e universale. Nel corso dell’evoluzione, gli esseri umani hanno sviluppato un forte istinto per la scelta di rifugi sicuri e ricchi di risorse. All’interno della cornice della psicologia evoluzionistica il Biophilic Design acquista un significato più profondo e una più ampia applicabilità.

I criteri adottati dal modello Bolten & Barbiero rispondono a bisogni psicologici e fisici maturati nel corso della nostra evoluzione e partono dalle nostre esigenze universali.

Gli elementi del Biophilic Design possono essere suddivisi in due gruppi fondamentali seguendo i principi di adattamento evoluzionistico sviluppati dalla nostra specie nella ricerca di habitat sicuri e ricchi di risorse (Orians, 1980, 1986).

Il primo gruppo con le tematiche

  • luce naturale + luce artificiale in linea con i nostri ritmi circadiani
  • protezione e controllo
  • suoni (naturali)/evitare rumori fastidiosi e nocivi
  • aria (comfort termico, qualità dell’aria, ventilazione naturale)
  • viste/panorami su paesaggi naturali e vegetazione

sembra soddisfare la nostra ricerca di un luogo sicuro in cui vivere.

Il secondo gruppo con le tematiche

  • vegetazione
  • acqua
  • odori (evitare quelli da fonti novice)/profumi naturali
  • curiosità
  • forme organiche/materiali/finiture/ lavorazioni/colori naturali

sembra più legato alla RICERCA DELLE RISORSE E DEL CIBO.

 Perché è uno strumento utile ai progettisti

Per architetti e interior designer, applicare il Protocollo Bolten & Barbiero significa:

  • avere una metodologia fondata su ricerche e dati scientifici, non solo su approcci empirici o suggestioni estetiche;
  • offrire spazi più salubri e rigenerativi, in linea con la crescente domanda di ambienti a supporto della salute e del benessere;
  • accedere a una nuova competitività professionale, allineandosi a protocolli riconosciuti a livello internazionale;
  • integrare soluzioni progettuali basate sulla relazione Uomo-Natura, migliorando la qualità dell’esperienza degli utenti;
  • supportare la sostenibilità e la resilienza degli edifici, combinando biofilia, esigenze estetiche, funzionalità e impatto ambientale positivo;
  • dimostrare valore aggiunto ai clienti, traducendo il design biofilo in metriche concrete di comfort, produttività e benessere;
  • ridurre rischi progettualilegati a scelte non efficaci o poco funzionali dal punto di vista psicologico e fisiologico;
  • favorire innovazione e creatività progettuale, sperimentando soluzioni innovative e connessioni con la Natura supportate da evidenze scientifiche.

Una visione per il futuro del design

Credits: Pexels – Samil Nammau

Non è sufficiente creare “liste di suggerimenti”: il Biophilic Design deve basarsi su linee guida validate da studi scientifici e sperimentazioni, capaci di tradursi in veri e propri manuali di supporto per i progettisti.

Il Protocollo Bolten–Barbiero apre questa strada, offrendo un modello che non si limita a “portare la Natura dentro gli spazi costruiti”, ma mira a riconnettere l’essere umano alla Natura, traducendo la biofilia in progetto, recuperando equilibrio e benessere profondo.

Per i progettisti che desiderano distinguersi, il Protocollo Bolten & Barbiero è oggi uno degli strumenti scientifici più avanzati per trasformare il Biophilic Design in un valore concreto nella progettazione.

 

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Un’occasione unica per progettisti che desiderano portare il Biophilic Design a un livello superiore, trasformando ogni progetto in uno spazio rigenerativo e biofilo.