The Forest: il primo ambiente di lavoro in Italia certificato in Biophilic Design
Spazi rigenerativi come nuova frontiera del progetto
Negli ultimi anni, il concetto di spazio rigenerativo ha assunto un ruolo centrale nella progettazione architettonica evoluta. Sempre più professionisti riconoscono che gli ambienti non si limitano a “contenere” le attività, ma influenzano direttamente il benessere psicofisico, la produttività e la qualità delle relazioni. The Forest, a Milano, incarna pienamente questa visione, diventando il primo ambiente di lavoro in Italia certificato secondo il Biophilic quality index (BQI; Berto e Barbiero, 2017): un traguardo che riconosce la capacità rigenerativa dello spazio, documentata scientificamente.
Progettare in chiave rigenerativa significa mettere al centro l’essere umano e la sua esperienza sensoriale e cognitiva, considerando parametri misurabili come stress percepito, qualità dell’attenzione, tempo di recupero e benessere emozionale. In un contesto lavorativo, questi aspetti sono decisivi: spazi che “rigenerano” riducono il burnout, aumentano il senso di agency e favoriscono decisioni più lucide.
The Forest non è solo un hub creativo: è un organismo vivo, pensato per nutrire le energie mentali di chi lo abita, grazie all’uso consapevole di elementi naturali, ritmi spaziali, materiali sensoriali e luce dinamica. Ogni dettaglio – dalla posizione delle piante alla qualità percettiva delle superfici – è stato progettato per attivare processi di recupero e armonizzazione delle funzioni cognitive, spesso sovraccaricate nel lavoro d’ufficio contemporaneo.
In questo senso, The Forest rappresenta molto più di un esempio virtuoso di sostenibilità: è un prototipo avanzato di spazio rigenerativo, un riferimento concreto per architetti, interior designer e committenti che vogliono andare oltre la neutralità funzionale per progettare ambienti che fanno bene, davvero.
Un concept che trasforma lo spazio in foresta urbana

Crediti: Edileco Progettazione
The Forest nasce con l’idea di portare la Natura dentro l’ambiente costruito, non come semplice elemento decorativo, ma come parte strutturale e percettiva dell’esperienza quotidiana. Il nome stesso, evocativo, richiama il viaggio sensoriale di chi attraversa una foresta: luce filtrata tra foglie, superfici naturali, ritmo visivo mutevole e relazione profonda con l’ambiente circostante.
Lo spazio di lavoro si sviluppa su tre livelli nel distretto delle Cinque Vie, uno dei quartieri storici di Milano, per una superficie complessiva di circa 500 mq di ambiente rigenerativo.
Il verde diventa struttura, linguaggio e atmosfera. Il design richiama la spazialità della foresta, alternando zone più dense e raccolte (come le radure o i sottoboschi) a spazi aperti e ariosi, dove la luce naturale penetra e guida. Le piante – integrate negli arredi, sospese, rampicanti o radicate in grandi fioriere – non si limitano a purificare l’aria, ma costruiscono una narrativa emozionale che accompagna l’intera esperienza lavorativa.
L’utilizzo di materiali naturali (legno, pietra, finiture tattili), il controllo della luce (diretta, indiretta, dinamica) e l’organizzazione dei flussi interni (percorsi sinuosi, micro-piazze relazionali, zone di quiete) trasformano ogni metro quadro in un’esperienza multisensoriale, dove corpo e mente possono attivarsi e rigenerarsi in modo sinergico.
Al cuore del progetto c’è un grande albero in rovere, elemento simbolico e funzionale che funge da asse visivo e concettuale tra i piani: il suo tronco è stato concepito anche come involucro per l’impianto di ventilazione, integrando natura e tecnologia in un’unica soluzione progettuale
Biofilia certificata: numeri e metodi

Crediti: Edileco Progettazione
La certificazione Biophilic quality index (BQI; Berto e Barbiero, 2017) è ciò che distingue The Forest come progetto avanzato e misurabile di Biophilic Design. A differenza di molte altre certificazioni, il BQI adotta un approccio quantitativo, basato su evidenze scientifiche per stimare gli effetti dell’ambiente sulla rigenerazione psicofisiologica, sulla comprensione spaziale e sulle performance cognitive degli occupanti.
I numeri più significativi del progetto includono:
- 331 essenze vegetali integrate, distribuite in modo strategico nello spazio.
- 1.110 kg di CO₂ assorbiti ogni anno grazie alla vegetazione interna.
- 15/15 pattern di Biophilic Design rispettati, secondo gli standard di riferimento internazionale.
Questi parametri non solo rappresentano obiettivi formali raggiunti, ma sono indicativi del potenziale rigenerativo dello spazio sulla psiche e sul corpo umano, rendendo misurabili gli impatti associati alla presenza della natura negli spazi chiusi.
Strategie progettuali: Natura, tecnologia e multisensorialità
The Forest costruisce una relazione viva e continuativa tra spazio e natura, attraverso un insieme articolato di strategie progettuali che coinvolgono sensi, percezioni, funzioni e benessere.
La vegetazione è parte integrante della struttura percettiva dell’ambiente: un sistema attivo e dialogante. Le piante – selezionate per qualità estetiche e performative – sono distribuite lungo i percorsi, integrate negli arredi e nei divisori, utilizzate come pareti vive o come schermi visivi e olfattivi, favorendo interazioni continue con chi abita lo spazio.
Il verde non è confinato, ma co-progetta il ritmo, la soglia e l’atmosfera di ogni ambiente.
La luce naturale e dinamica è gestita con una consapevolezza che supera la mera funzionalità. Gli elementi architettonici – traslucidi, riflettenti o filtranti – permettono alla luce di mutare nell’arco della giornata, simulando la variabilità naturale e offrendo stimoli visivi adattivi. Questa dinamica luminosa, ispirata ai cicli circadiani, modella lo spazio e lo rende profondamente umano, aumentando comfort e regolazione psicofisiologica.
L’esperienza è multisensoriale: superfici tattili calde, materiali naturali e porosi, elementi sonori ambientali, presenza diffusa di profumi naturali, aria purificata dal verde e suoni ovattati costruiscono una grammatica sensoriale coerente. Ogni dettaglio è progettato per generare una risposta emotiva positiva, stabilizzante e coinvolgente.
Fondamentale è la relazione con l’esterno: grandi aperture, affacci e connessioni visive con il paesaggio urbano permettono una continuità tra interno ed esterno, superando la dicotomia architettonica tradizionale. Lo spazio di lavoro diventa parte di un ecosistema più ampio, capace di dialogare con la città e con il ciclo naturale del tempo.
Anche gli spazi di servizio – come i bagni – sono pensati in chiave esperienziale e rigenerativa: cromie che richiamano le stagioni, illuminazione dinamica, comfort acustico e sensoriale, per offrire un’esperienza biofila immersiva, capace di ricaricare anche nei momenti più brevi.
Perché The Forest è un progetto da conoscere (e da cui imparare)

Crediti: Edileco Progettazione
In un momento storico in cui sostenibilità, benessere e rigenerazione stanno ridefinendo le priorità del progetto, The Forest rappresenta un esempio concreto di come integrare la biofilia in modo autentico, scientifico e trasformativo. Non è solo un luogo “verde”, ma uno spazio pensato per supportare processi cognitivi, relazioni e comfort multisensoriale.
Per noi di MeM, raccontare questo progetto significa mettere in luce un approccio interdisciplinare che dialoga perfettamente con la nostra visione.
The Forest è il primo ambiente di lavoro italiano certificato secondo il Biophilic quality index (BQI; Berto e Barbiero, 2017), e allo stesso tempo integra molti dei criteri presenti nel Protocollo Bolten-Barbiero: coerenza percettiva, orientamento, relazioni sensoriali tra natura, spazio e persona.
Questi stessi strumenti e approcci sono alla base dei percorsi formativi di MeM, pensati per offrire ai progettisti strumenti operativi e rigorosi per migliorare la qualità dello spazio abitato. In particolare:
Il corso di Psicologia Ambientale per progettisti: Psicologia ambientale applicata: progettare ambienti di lavoro rigenerativi, a cura di Rita Berto, psicologa ambientale, dottore di ricerca in percezione e psicofisica, specializzata in psicologia del lavoro e delle organizzazioni, Research leader c/o GREEN LEAF -Laboratorio di Ecologia Affettiva dell’Università della Valle d’Aosta, introduce le basi scientifiche della percezione spaziale e dell’impatto ambientale sui comportamenti.
Il corso intensivo di Biophilic Design: Biophilic office design: progettare gli uffici secondo Natura strutturato in collaborazione con Bettina Bolten, Biophilic Design Consultant e Design&Brand Manager Affiliata con il Green Leaf dell’Università della Valle d’Aosta, fornisce criteri pratici, casi di studio ed esercitazioni su progetti reali.
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